giovedì 8 gennaio 2009
Muse - geni o tamarri...
Ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio ed ecco il mio: i Muse. Ma come, quei tamarri... Sisì, proprio loro. Quei tamarri. Perché non saprei come altro definire tre tizi che iniziano i concerti sulle note del "Romeo e Giulietta" di Prokofiev per poi attaccare con schitarrate pomposissime, acutazzi melodrammatici e riffoni disco-grunge.
A me piacciono così: senza vergogna.
L’uscita di “H.A.A.R.P.”, il dvd celebrativo dell’ultimo tour, è un’occasione troppo ghiotta per non fare il punto sulla situazione discografica di un gruppo rock-pop tra i più rappresentativi di questo inizio secolo. I Muse di Metthew Bellamy sono una delle realtà più taglienti, impulsive e devastanti conosciute nell’attuale panorama musicale.
Sono solo quattro i lavori in studio, ma una serie infinita di entusiasmanti concerti hanno messo la band sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo che li consacrerebbe nell’Olimpo musicale: l’album perfetto, il disco in grado dall’allontanare tutte quelle perplessità che ancora serpeggiano tra i detrattori del gruppo inglese.
Muse are:
Matthew Bellamy: voce, chitarra elettrica, pianoforte e tastiere
Christopher Wolstenholme: basso elettrico, chitarra e coro
Dominic Howard: batteria e percussioni
I Muse by "ondarock"
da wiki
sito ufficiale
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